NASpI Requisiti 2025: Guida Completa all’Indennità di Disoccupazione

La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) rappresenta un importante sostegno per i lavoratori che si trovano involontariamente senza occupazione. In questo articolo, esploreremo in dettaglio i requisiti e le novità previste per la NASpI nel 2025, fornendoti una guida completa per navigare nel complesso mondo dell’indennità di disoccupazione. Se ti stai chiedendo come funzionerà questo strumento nel prossimo futuro, sei nel posto giusto!

Cos’è la NASpI e come funziona nel 2025

La NASpI, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è un’indennità mensile di disoccupazione istituita per fornire un supporto economico ai lavoratori che hanno perso involontariamente il proprio impiego. Nel contesto economico del 2025, caratterizzato da rapidi cambiamenti nel mercato del lavoro, la NASpI assume un ruolo ancora più cruciale come rete di sicurezza sociale.

Per il 2025, il funzionamento della NASpI mantiene la sua struttura di base, ma con alcune modifiche significative volte a adattarsi alle nuove realtà lavorative. L’obiettivo principale rimane quello di garantire un reddito temporaneo ai lavoratori disoccupati, permettendo loro di cercare nuove opportunità di impiego senza cadere in difficoltà economiche immediate.

Il processo di richiesta e erogazione della NASpI nel 2025 si è ulteriormente digitalizzato, con una procedura online semplificata accessibile attraverso il portale dell’INPS. Questa evoluzione mira a rendere il servizio più efficiente e accessibile, riducendo i tempi di attesa e semplificando la gestione delle pratiche.

Una novità significativa per il 2025 riguarda l’estensione della durata massima dell’indennità, che ora può arrivare fino a 24 mesi per i lavoratori con una storia contributiva più lunga. Questo cambiamento riflette la consapevolezza delle sfide poste da un mercato del lavoro in continua evoluzione, dove i periodi di transizione tra un impiego e l’altro possono essere più lunghi.

Per trovare nuove opportunità di impiego durante il periodo di fruizione della NASpI, è utile consultare i migliori siti per cercare lavoro, che offrono numerose offerte in diversi settori.

Requisiti fondamentali per la NASpI nel 2025

I requisiti fondamentali per accedere alla NASpI nel 2025 hanno subito alcune modifiche significative, pur mantenendo una struttura di base simile agli anni precedenti. Lo stato di disoccupazione involontaria rimane il prerequisito essenziale, ma la sua valutazione è diventata più flessibile per adattarsi alle nuove forme di lavoro emergenti.

Il requisito contributivo continua a essere un elemento chiave: nel 2025, è necessario aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Tuttavia, una novità importante riguarda il calcolo di queste settimane: ora vengono considerate anche le settimane di lavoro part-time verticale, precedentemente escluse, riconoscendo così la crescente diffusione di forme di lavoro flessibili.

Un’altra modifica significativa per il 2025 riguarda l’introduzione di un “bonus contributivo” per i lavoratori over 50, che possono accedere alla NASpI con un requisito contributivo ridotto a 10 settimane negli ultimi 4 anni. Questa misura mira a proteggere una fascia di lavoratori particolarmente vulnerabile nel mercato del lavoro attuale.

Le nuove normative sul lavoro hanno anche impattato i requisiti NASpI, in particolare per quanto riguarda i contratti a termine e il lavoro intermittente. Nel 2025, i periodi di lavoro con questi tipi di contratti vengono valutati in modo più favorevole ai fini del calcolo dei requisiti, riconoscendo la realtà di un mercato del lavoro sempre più caratterizzato da forme di impiego non tradizionali.

È importante sottolineare che, nonostante queste modifiche, il principio di base della NASpI rimane invariato: fornire un supporto a chi perde involontariamente il lavoro. Tuttavia, la definizione di “involontarietà” si è evoluta per includere situazioni prima non contemplate, come la mancata proroga di contratti a termine in determinate circostanze.

 Chi può richiedere la NASpI nel 2025: categorie incluse ed escluse

Nel 2025, il panorama dei beneficiari della NASpI si è notevolmente ampliato, riflettendo i cambiamenti nel mondo del lavoro. Le categorie di lavoratori che possono richiedere la NASpI includono ora un ventaglio più ampio di figure professionali, adattandosi alle nuove realtà occupazionali.

Tra le categorie incluse troviamo:

  • Lavoratori dipendenti del settore privato
  • Apprendisti
  • Soci lavoratori di cooperative
  • Personale artistico con rapporto di lavoro subordinato
  • Dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni
  • Lavoratori agricoli a tempo indeterminato

Una novità significativa per il 2025 è l’inclusione dei lavoratori autonomi occasionali che superano una certa soglia di reddito annuo, riconoscendo così la crescente precarietà di alcune forme di lavoro autonomo.

Per quanto riguarda le situazioni lavorative particolari, il 2025 ha portato chiarimenti importanti. I lavoratori part-time ora godono di una valutazione più equa dei loro periodi lavorativi ai fini della NASpI, mentre per i contratti a termine è stata introdotta una clausola che permette l’accesso alla NASpI anche in caso di mancato rinnovo dopo un certo numero di proroghe.

Gli apprendisti mantengono il diritto alla NASpI, con alcune specificità legate alla durata del periodo formativo. I soci di cooperative sono equiparati ai lavoratori dipendenti, a condizione che il rapporto di lavoro sia di natura subordinata.

Una categoria che merita un’attenzione particolare è quella dei lavoratori dello spettacolo, per i quali nel 2025 sono state introdotte disposizioni specifiche che tengono conto della natura intermittente e stagionale del loro lavoro.

Restano invece esclusi dalla NASpI:

  • Dipendenti pubblici a tempo indeterminato
  • Lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno stagionale
  • Lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento

È importante notare che, nonostante l’ampliamento delle categorie incluse, la NASpI rimane uno strumento destinato principalmente ai lavoratori dipendenti o a categorie assimilabili. Per questo motivo, prepararsi adeguatamente per un colloquio di lavoro è fondamentale per aumentare le possibilità di successo nella ricerca di un nuovo impiego che possa garantire l’accesso a questa tutela.

Eccezioni e casi particolari per la NASpI 2025

Nel 2025, il panorama delle eccezioni e dei casi particolari per l’accesso alla NASpI si è notevolmente arricchito, riflettendo una maggiore sensibilità verso situazioni lavorative complesse. Le dimissioni per giusta causa continuano a essere un caso emblematico: nel contesto 2025, la definizione di “giusta causa” si è ampliata per includere situazioni come il mobbing, le molestie sul lavoro e le condizioni lavorative particolarmente degradanti, riconoscendo l’importanza della tutela del benessere psicofisico del lavoratore.

Un’attenzione particolare è stata riservata alle dimissioni durante il periodo di maternità. Nel 2025, la tutela si estende fino al terzo anno di vita del bambino, includendo anche i casi di adozione o affidamento. Questa estensione riconosce le sfide uniche che le neomamme affrontano nel conciliare lavoro e famiglia.

Per quanto riguarda la risoluzione consensuale, il 2025 ha portato novità significative. Ora, in determinati casi di ristrutturazione aziendale o cambio di proprietà, la risoluzione consensuale può dare diritto alla NASpI, a condizione che sia parte di un piano di riorganizzazione concordato con i sindacati. Questo cambiamento riflette la necessità di proteggere i lavoratori in scenari di trasformazione aziendale sempre più frequenti.

Il trattamento dei licenziamenti disciplinari ai fini della NASpI ha subito una revisione nel 2025. Mentre in passato questi casi erano generalmente esclusi, ora si valuta la proporzionalità del provvedimento: licenziamenti considerati eccessivamente severi rispetto all’infrazione commessa possono non precludere l’accesso alla NASpI.

Tra le nuove eccezioni introdotte nel 2025, spicca il caso dei lavoratori coinvolti in processi di riconversione industriale. Per questi lavoratori, anche le dimissioni volontarie possono dare diritto alla NASpI se inserite in un piano di ricollocazione approvato dalle autorità competenti. Questa misura mira a facilitare la transizione verso nuovi settori in un’economia in rapida evoluzione.

Un’altra novità riguarda i lavoratori con contratti di lavoro intermittente o a chiamata. Nel 2025, questi lavoratori possono accedere alla NASpI se dimostrano una certa continuità lavorativa nei mesi precedenti la cessazione del rapporto, anche se con periodi di inattività.

Infine, è stata introdotta una clausola speciale per i lavoratori vittime di violenza domestica. In questi casi, le dimissioni sono sempre considerate per giusta causa ai fini della NASpI, senza necessità di ulteriori giustificazioni.

Queste eccezioni e casi particolari dimostrano come la NASpI nel 2025 si sia evoluta per adattarsi a un mondo del lavoro sempre più complesso e variegato, cercando di offrire una rete di sicurezza più inclusiva e flessibile.

Calcolo dei contributi validi per la NASpI 2025

Nel 2025, il calcolo dei contributi validi per la NASpI ha subito alcune modifiche significative, ampliando lo spettro dei periodi contributivi considerati. I tipi di contributi previdenziali validi per la NASpI includono ora non solo i classici contributi da lavoro dipendente, ma anche altre forme precedentemente escluse o parzialmente considerate.

In primo luogo, i contributi figurativi assumono un ruolo più rilevante nel 2025. Vengono pienamente riconosciuti i periodi di:

  • Maternità obbligatoria
  • Congedo parentale
  • Malattia e infortunio
  • Cassa integrazione guadagni (CIG) a orario ridotto

Una novità importante riguarda il trattamento dei periodi di lavoro all’estero. Nel 2025, non solo i contributi versati in paesi dell’Unione Europea sono validi per la NASpI, ma anche quelli provenienti da paesi extra-UE con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali sulla disoccupazione. Questo cambiamento riflette la crescente mobilità internazionale dei lavoratori e mira a non penalizzare chi ha avuto esperienze lavorative all’estero.

Un’altra disposizione introdotta nel 2025 riguarda i periodi di lavoro intermittente o a chiamata. Questi periodi vengono ora conteggiati in modo più favorevole, considerando come settimana contributiva ogni settimana in cui si è lavorato almeno un giorno, indipendentemente dal numero di ore effettuate.

Per i lavoratori stagionali, il 2025 ha portato un’importante novità: i periodi di non lavoro tra una stagione e l’altra vengono parzialmente riconosciuti ai fini contributivi, a condizione che il lavoratore dimostri una certa continuità nel tempo con lo stesso datore di lavoro.

È stata inoltre introdotta una disposizione speciale per i lavoratori impiegati in settori ad alta innovazione tecnologica. Per questi lavoratori, i periodi di formazione obbligatoria vengono conteggiati come periodi contributivi, riconoscendo l’importanza dell’aggiornamento professionale in settori in rapida evoluzione.

Infine, una novità significativa riguarda il trattamento dei periodi di lavoro part-time verticale. Nel 2025, questi periodi vengono conteggiati per intero ai fini della NASpI, superando la precedente penalizzazione che considerava solo le settimane effettivamente lavorate.

Queste nuove disposizioni per il calcolo dei contributi validi per la NASpI 2025 dimostrano un adattamento del sistema alle nuove realtà del mondo del lavoro, cercando di offrire una copertura più equa e inclusiva.

Contributi non validi e periodi esclusi per la NASpI 2025

Nonostante l’ampliamento delle categorie di contributi validi per la NASpI nel 2025, persistono alcune tipologie di periodi contributivi che rimangono esclusi dal calcolo. È fondamentale comprendere queste esclusioni per valutare correttamente la propria posizione in relazione all’indennità di disoccupazione.

In primo luogo, i periodi di Cassa Integrazione Guadagni (CIG) a zero ore continuano a essere esclusi dal conteggio per la NASpI nel 2025. Questa esclusione si basa sul principio che durante questi periodi il rapporto di lavoro non è effettivamente cessato. Tuttavia, è stata introdotta una novità: se la CIG a zero ore si protrae per più di 12 mesi consecutivi, i periodi successivi vengono parzialmente considerati ai fini della NASpI, riconoscendo l’impatto a lungo termine di queste situazioni sulla carriera del lavoratore.

Analogamente, i contratti di solidarietà a zero ore rimangono esclusi dal calcolo NASpI nel 2025. La logica sottostante è simile a quella della CIG: questi periodi non rappresentano una vera e propria cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia, nel 2025 è stata introdotta una clausola che permette di considerare questi periodi se seguiti da un licenziamento entro 6 mesi dalla fine del contratto di solidarietà.

Per quanto riguarda le aspettative non retribuite, il 2025 ha portato alcune chiarificazioni. Mentre la maggior parte delle aspettative continua a essere esclusa dal calcolo NASpI, alcune eccezioni sono state introdotte. Ad esempio, i periodi di aspettativa per gravi motivi familiari o per attività di volontariato certificate vengono ora parzialmente riconosciuti, riflettendo una maggiore sensibilità verso le esigenze di conciliazione vita-lavoro.

Un punto critico rimane il lavoro svolto in paesi senza accordi con l’Italia sulla disoccupazione. Nel 2025, questi periodi continuano a essere esclusi dal calcolo NASpI. Tuttavia, una novità importante per il 2025 riguarda i lavoratori frontalieri: per questi, anche i periodi di lavoro in paesi confinanti senza accordi specifici vengono ora parzialmente riconosciuti, a condizione che il lavoratore dimostri di aver mantenuto la residenza in Italia.

Tra le nuove esclusioni introdotte nel 2025, troviamo i periodi di lavoro irregolare successivamente regolarizzati. Questa misura mira a scoraggiare il lavoro sommerso e a incentivare la regolarizzazione immediata dei rapporti di lavoro. Tuttavia, è prevista una clausola di salvaguardia per i lavoratori che denunciano situazioni di irregolarità: in questi casi, i periodi possono essere parzialmente riconosciuti ai fini della NASpI.

Infine, è importante notare che nel 2025 rimangono esclusi dal calcolo NASpI i periodi di lavoro autonomo, anche se svolti in modo occasionale o con partita IVA. Questa esclusione riflette la natura della NASpI come strumento di tutela principalmente rivolto ai lavoratori dipendenti.

Procedura di richiesta della NASpI per il 2025

La procedura di richiesta della NASpI nel 2025 ha subito significative semplificazioni, pur mantenendo alcuni passaggi fondamentali. Vediamo insieme come si articola il processo passo dopo passo.

  1. Presentazione della domanda: La richiesta deve essere inoltrata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Nel 2025, la modalità principale di presentazione è quella online attraverso il portale INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS. Per chi ha difficoltà con gli strumenti digitali, è possibile richiedere assistenza presso i patronati o gli uffici territoriali INPS.
  2. Documentazione necessaria: Nel 2025, grazie all’interoperabilità tra i sistemi informatici, molti documenti vengono acquisiti automaticamente. Tuttavia, il richiedente deve comunque fornire:
    • Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID)
    • Eventuale documentazione aggiuntiva per casi particolari (es. certificazione di malattia grave per le dimissioni per giusta causa)
  3. Tempistiche: Una volta presentata la domanda, l’INPS ha 15 giorni di tempo per valutarla. In caso di accoglimento, il primo pagamento viene effettuato entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda.
  1. Canali di presentazione: Oltre al portale online, nel 2025 è stata introdotta un’app mobile dedicata che permette di presentare la domanda e monitorare lo stato della pratica direttamente dallo smartphone.

Una novità procedurale introdotta nel 2025 è il sistema di pre-compilazione della domanda. Grazie all’integrazione con le banche dati dell’INPS e del Ministero del Lavoro, molti campi vengono compilati automaticamente, riducendo il rischio di errori e velocizzando il processo.

È importante sottolineare che, una volta ottenuta la NASpI, mantenere un buon equilibrio tra lavoro e vita privata è essenziale per il benessere personale e professionale, soprattutto durante periodi di disoccupazione o transizione lavorativa.

Importo e durata della NASpI nel 2025

Nel 2025, il calcolo dell’importo della NASpI ha subito alcune modifiche significative, mirando a garantire un sostegno più equo e adeguato ai lavoratori disoccupati. Vediamo nel dettaglio come viene determinato l’importo e la durata del beneficio.

Il metodo di calcolo dell’importo NASpI si basa sulla media delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. Nel 2025, la formula è stata leggermente modificata:

  • Per i primi 3 mesi, l’indennità è pari al 75% della retribuzione media mensile
  • Dal 4° mese in poi, l’importo si riduce del 3% ogni mese

Una novità importante per il 2025 è l’introduzione di un “bonus di lunga contribuzione”: per i lavoratori con almeno 10 anni di contribuzione continuativa, la riduzione mensile del 3% si applica solo a partire dal 6° mese.

La durata massima del beneficio nel 2025 è stata estesa fino a 24 mesi per i lavoratori over 55, mentre rimane di 18 mesi per gli altri. Tuttavia, è stata introdotta una clausola di flessibilità che permette di estendere la durata fino a 24 mesi anche per i lavoratori under 55 in aree con alto tasso di disoccupazione.

Tra i fattori che influenzano l’importo e la durata dell’indennità nel 2025 troviamo:

  • L’età del lavoratore al momento della disoccupazione
  • La storia contributiva
  • Il settore lavorativo di provenienza
  • La situazione economica della regione di residenza

Ecco alcuni esempi pratici di calcolo per diverse situazioni lavorative:

  1. Lavoratore 40enne con 5 anni di contribuzione e retribuzione media di 1.500€:
    • Importo iniziale: 1.125€ (75% di 1.500€)
    • Durata: 18 mesi
    • Importo al 18° mese: circa 731€
  2. Lavoratrice 55enne con 15 anni di contribuzione e retribuzione media di 2.000€:
    • Importo iniziale: 1.500€ (75% di 2.000€)
    • Durata: 24 mesi
    • Importo al 24° mese: circa 975€
  3. Giovane 28enne con 2 anni di contribuzione e retribuzione media di 1.200€:
  • Importo iniziale: 900€ (75% di 1.200€)
  • Durata: 12 mesi
  • Importo al 12° mese: circa 585€

È importante notare che questi calcoli sono indicativi e possono variare in base a specifiche situazioni individuali. Nel 2025, l’INPS mette a disposizione un simulatore online aggiornato che permette di ottenere una stima precisa dell’importo e della durata della NASpI in base alla propria situazione lavorativa.

Compatibilità della NASpI con altre forme di reddito nel 2025

Nel 2025, le regole sulla compatibilità della NASpI con altre forme di reddito hanno subito alcune modifiche significative, riflettendo la crescente flessibilità del mercato del lavoro e la necessità di incentivare la ricerca attiva di nuove opportunità lavorative.

Per quanto riguarda la compatibilità con il lavoro autonomo o subordinato, le disposizioni del 2025 prevedono:

  1. Lavoro subordinato:
    • Se il nuovo contratto ha una durata non superiore a 6 mesi, la NASpI viene sospesa per la durata del rapporto di lavoro e riprende al termine di questo.
    • Per contratti di durata superiore a 6 mesi, la NASpI decade.
    • Novità 2025: se il nuovo lavoro è part-time con retribuzione inferiore al 50% dell’ultimo stipendio, è possibile mantenere una parte della NASpI.
  2. Lavoro autonomo:
    • È possibile svolgere attività di lavoro autonomo mantenendo la NASpI se il reddito annuo non supera 4.800€.
    • Novità 2025: per i primi 12 mesi di attività, la soglia è aumentata a 6.000€ per incentivare l’autoimprenditorialità.

I limiti di reddito per mantenere il diritto alla NASpI nel 2025 sono stati rivisti al rialzo:

  • Per il lavoro dipendente: fino a 8.000€ annui
  • Per il lavoro autonomo: fino a 4.800€ annui (6.000€ per i primi 12 mesi di attività)

Se questi limiti vengono superati, la NASpI viene ridotta in proporzione al reddito percepito.

Per quanto riguarda la cumulabilità con altre prestazioni sociali, nel 2025 sono state introdotte alcune novità:

  • La NASpI è cumulabile con l’Assegno Unico per i figli a carico
  • È parzialmente cumulabile con l’indennità di accompagnamento per persone con disabilità
  • Non è cumulabile con il Reddito di Cittadinanza, ma è possibile scegliere il trattamento più favorevole

Una nuova disposizione del 2025 riguarda la compatibilità con i voucher per lavoro occasionale: è possibile percepire fino a 3.000€ annui in voucher senza perdere il diritto alla NASpI, incentivando così la partecipazione a lavori saltuari o stagionali.

Infine, è stata introdotta una clausola di compatibilità con i redditi da formazione professionale: i compensi percepiti per la partecipazione a corsi di formazione o riqualificazione non incidono sulla NASpI, a condizione che questi siano parte di un piano di reinserimento lavorativo approvato dal centro per l’impiego.

Queste nuove disposizioni mirano a creare un sistema più flessibile che incoraggi i beneficiari della NASpI a rimanere attivi nel mercato del lavoro, pur mantenendo una rete di sicurezza economica. Per aumentare le possibilità di trovare un impiego, può essere utile conoscere i lavori più richiesti nel mercato attuale e orientare la propria ricerca di conseguenza.

Obblighi del beneficiario NASpI nel 2025

Nel 2025, gli obblighi del beneficiario della NASpI sono stati rivisti per promuovere una ricerca attiva del lavoro e un reinserimento efficace nel mercato occupazionale. Vediamo nel dettaglio quali sono questi obblighi e come sono cambiati rispetto agli anni precedenti.

  1. Partecipazione alle politiche attive del lavoro:
    • Obbligo di iscrizione al programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori)
    • Partecipazione a corsi di formazione o riqualificazione professionale proposti dal centro per l’impiego
    • Novità 2025: obbligo di completare almeno un corso di formazione digitale entro i primi 6 mesi di percezione della NASpI
  2. Disponibilità al lavoro:
    • Conferma mensile della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) attraverso il portale INPS o l’app dedicata
    • Disponibilità a spostarsi entro 50 km dalla residenza o comunque raggiungibile in 80 minuti con mezzi pubblici per accettare offerte di lavoro
  3. Accettazione di offerte congrue:
  • Obbligo di accettare almeno una su tre offerte di lavoro considerate congrue
  • Definizione di offerta congrua nel 2025:
    • Retribuzione superiore di almeno il 20% rispetto all’importo della NASpI
    • Tipologia contrattuale in linea con le competenze e l’esperienza del lavoratore
    • Distanza non superiore a 80 km o 100 minuti di viaggio con mezzi pubblici
  1. Colloqui di lavoro e selezioni:
    • Obbligo di partecipare a tutti i colloqui di lavoro proposti dal centro per l’impiego
    • Novità 2025: obbligo di partecipare ad almeno due job fair o eventi di recruiting all’anno
  2. Comunicazione tempestiva di variazioni:
    • Obbligo di comunicare entro 5 giorni qualsiasi variazione della situazione lavorativa o reddituale
    • Novità 2025: possibilità di effettuare queste comunicazioni tramite app dedicata

Le conseguenze del rifiuto di offerte di lavoro o formazione sono state inasprite nel 2025:

  • Primo rifiuto: decurtazione di un quarto di una mensilità di NASpI
  • Secondo rifiuto: sospensione dell’erogazione per un mese
  • Terzo rifiuto: decadenza dal beneficio

Tra i nuovi obblighi introdotti nel 2025 troviamo:

  • Partecipazione a programmi di mentoring o coaching professionale, se proposti dal centro per l’impiego
  • Obbligo di creare e mantenere aggiornato un profilo professionale su almeno due piattaforme di ricerca lavoro indicate dall’ANPAL
  • Partecipazione a sessioni di orientamento professionale ogni tre mesi

È importante sottolineare che questi obblighi sono stati pensati non solo come condizioni per mantenere il beneficio, ma soprattutto come strumenti per facilitare il reinserimento lavorativo. L’obiettivo è quello di mantenere il beneficiario attivo e aggiornato, aumentando le sue possibilità di trovare una nuova occupazione.

Una volta ricevuta un’offerta di lavoro, è importante sapere come negoziare l’offerta di lavoro per ottenere le migliori condizioni possibili.

In conclusione, la NASpI nel 2025 si configura come uno strumento di supporto più dinamico e interattivo, che richiede un impegno attivo da parte del beneficiario nel processo di ricerca lavoro e di miglioramento delle proprie competenze professionali.